Sono trascorsi 3.890 giorni dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato al Cairo il 25 gennaio 2016 e trovato morto il successivo 3 febbraio, con evidenti segni di violenze e torture. Oggi, 28 settembre 2026, arriva uno dei momenti più attesi di una vicenda giudiziaria durata oltre dieci anni: la prima Corte d’Assise di Roma è chiamata a pronunciare la sentenza di primo grado nel processo contro quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani.
Per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, indicato dalla Procura come l’uomo che avrebbe materialmente ucciso Regeni, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha chiesto l’ergastolo. Per gli altri tre imputati, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr, la richiesta dell’accusa è di 17 anni e sei mesi di reclusione. I quattro non sono mai comparsi davanti ai giudici italiani e sono rimasti formalmente irreperibili, in un procedimento segnato fin dall’inizio dalle difficoltà legate alla mancata colla…
