La Corte di Cassazione ha confermato lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, respingendo i ricorsi presentati da Ilva in amministrazione straordinaria e da Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che aveva disposto la fermata degli impianti siderurgici. La decisione delle Sezioni Unite Civili, arrivata dopo l’udienza del 20 ottobre 2026, rende definitivo il provvedimento adottato dai giudici milanesi il 27 luglio scorso, aprendo una fase particolarmente delicata per il futuro del più grande complesso siderurgico italiano.
La pronuncia riguarda il cuore produttivo dello stabilimento tarantino, costituito da cokerie, altiforni e acciaierie, gli impianti attraverso i quali vengono realizzate le principali fasi della produzione di acciaio primario. Alla base della decisione vi sono le criticità ambientali e sanitarie individuate nel corso del procedimento, con particolare riferimento alle emissioni di polveri sottili nell’atmosfera e alla presenza d…
