Decreto Sicurezza: tensioni politiche e forzature parlamentari prima della conversione in legge

Il nuovo fermo preventivo, introdotto nel decreto Sicurezza del governo Meloni, ha suscitato forti polemiche, evidenziando le preoccupazioni di esperti e istituzioni. Il provvedimento lascia infatti ampi margini discrezionali agli operatori di polizia, sollevando il rischio di un modello di prevenzione che si fonda su presunzioni di pericolosità astratte anziché su comportamenti concreti. Questo aspetto potrebbe entrare in conflitto con gli obblighi internazionali di rispetto dei diritti umani ai quali l’Italia è vincolata, mettendo sotto pressione il sistema giudiziario. Mentre il Senato approvava il decreto con 96 voti favorevoli e 46 contrari, le opposizioni non sono state passive e hanno espresso il loro dissenso con un’ondata di emendamenti. La battaglia legislativa, ora rivolta alla Camera, è destinata a infiammarsi ulteriormente.

Il lungo cammino del decreto Sicurezza in Senato

La discussione sul decreto Sicurezza ha preso piede in Senato, dove la maggioranza ha proceduto a tapp…

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